La senatrice a vita chiarisce: il suo commento del 13 agosto non era basato sulla lettura integrale del parere del CSLP. Ma restano le domande poste dal professor Claudio Borri

C’è voluto quasi un mese per ricevere una risposta. E, a giudicare dal contenuto, la risposta della senatrice a vita Elena Cattaneo non sembra chiudere la questione aperta dalle sue dichiarazioni del 13 agosto sul parere del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici riguardante il progetto del Ponte sullo Stretto di Messina.

Anzi, sotto alcuni aspetti, la riapre.

La precisazione arrivata dalla segreteria della senatrice, indirizzata a chi aveva sollevato la questione e ad alcuni esponenti della stampa, è molto chiara su un punto: quello del 13 agosto non sarebbe stato un commento al contenuto complessivo del parere del CSLP, bensì alle “notizie fin qui emerse rispetto al parere”.

Una precisazione importante, perché il titolo apparso su la Repubblica il 14 agosto — “Il Ponte è stato bocciato, confermati i dubbi” — e le dichiarazioni riportate dalle agenzie potevano invece indurre il lettore a ritenere che quelle valutazioni fossero fondate sull’esame del documento del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici.

La stessa Cattaneo, nella comunicazione del 15 settembre, precisa infatti che non si trattava di un’intervista o di una conversazione con lei, ma di un testo costruito sulla base di alcuni stralci del comunicato del 13 agosto, ripreso integralmente dalle agenzie. E soprattutto sottolinea che il commento era riferito alle “notizie fin qui emerse”, non alla lettura integrale delle oltre 300 pagine del parere e delle relative tabelle.

Ed è proprio qui che nasce la domanda centrale.

Ma allora che cosa veniva realmente commentato il 13 agosto?

Il 13 agosto la senatrice aveva affermato che il parere tecnico del CSLP “non è un via libera”, ma rappresenterebbe la conferma della necessità di ulteriori approfondimenti su sicurezza geologica, sismica e ingegneristica.

Aveva inoltre sostenuto che alcune attività avrebbero potuto incidere “profondamente” sulla struttura, sui costi e sulla localizzazione di componenti strategiche del Ponte e aveva concluso parlando di una “strada scientifica tracciata”, capace di condizionare in larga parte la realizzazione dell’opera.

Il problema è che, secondo la stessa successiva precisazione della segreteria, quelle valutazioni non derivavano dalla lettura integrale del parere del CSLP.

E allora la domanda, che non è polemica ma metodologica, diventa inevitabile: quanto può essere tecnicamente conclusivo un giudizio espresso prima di avere esaminato il documento tecnico sul quale quel giudizio pretende di pronunciarsi?

È questo il punto sul quale il professor Claudio Borri, membro del Comitato Scientifico di Stretto di Messina e figura di primo piano dell’ingegneria strutturale e dell’ingegneria del vento, ha chiesto chiarimenti.

Borri: “Dove sarebbe scritto che il Ponte è stato bocciato?”

Nella sua lunga risposta, Borri non si limita a contestare il titolo di Repubblica. Entra nel merito del parere del CSLP e ricorda che il Comitato Scientifico di Stretto di Messina è stato coinvolto nei lavori della Commissione Speciale del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici.

Il professore sottolinea inoltre come, a suo giudizio, le osservazioni della Commissione Speciale presentino una sostanziale correlazione con le raccomandazioni già formulate dal Comitato Scientifico nel 2024.

Ma soprattutto richiama la formula conclusiva del parere del 6 agosto 2026: l’Assemblea plenaria del CSLP, all’unanimità, ha espresso il parere che il processo progettuale dell’opera possa proseguire, nel rispetto delle prescrizioni, raccomandazioni e considerazioni conclusive.

Da qui la domanda, volutamente provocatoria, rivolta da Borri alle autrici dell’articolo:

in quale delle 353 pagine del documento, o nei relativi allegati, sarebbe contenuta la frase — o anche soltanto il concetto — “il Ponte è stato bocciato”?

È una domanda che merita una risposta, perché tra “il processo progettuale può proseguire nel rispetto delle prescrizioni” e “il Ponte è stato bocciato” esiste una differenza che non sembra soltanto semantica.

Borri e Palamara

La questione delle competenze

Ancora più interessante è il passaggio nel quale Borri affronta le dichiarazioni della senatrice sulle questioni strutturali, geotecniche, sismiche e di ingegneria del vento.

Il professore usa volutamente l’ironia quando richiama le competenze professionali della senatrice, biologa e farmacologa, contrapponendole alle specifiche competenze ingegneristiche necessarie per valutare un’opera infrastrutturale di questa complessità.

Il punto non è certamente stabilire chi abbia il diritto di parlare del Ponte: in una democrazia chiunque può esprimere un’opinione politica o personale.

Il punto è un altro: quando un’opinione viene presentata come valutazione scientifica o tecnica, è legittimo chiedere quali siano le fonti, quali siano le competenze specifiche e soprattutto quali siano i documenti sui quali essa si fonda.

Ed è proprio questo che Borri contesta quando definisce non documentate alcune delle considerazioni più allarmistiche contenute nel comunicato della senatrice.

Il paradosso delle “nuove” prescrizioni

C’è poi un’altra questione che merita attenzione.

Cattaneo sostiene che il parere del CSLP confermerebbe la necessità di aggiornare il progetto alle più avanzate evidenze scientifiche e agli standard internazionali.

Borri fa notare che proprio questa esigenza era già contenuta nelle raccomandazioni del Comitato Scientifico del 29 gennaio 2024, citando come esempio le analisi CFD-LES mediante sistemi di supercalcolo per affrontare le problematiche aeroelastiche dell’impalcato anche in presenza di fenomeni di vento non sinottico.

Insomma, la lettura proposta da Borri è radicalmente diversa da quella che potrebbe emergere dai titoli apparsi sulla stampa: non un progetto improvvisamente “bocciato”, ma un processo progettuale che continua attraverso prescrizioni, raccomandazioni e ulteriori approfondimenti, molti dei quali erano già stati individuati dagli organismi tecnici che hanno seguito l’opera negli anni.

Una domanda sulla trasparenza dell’informazione

C’è infine un aspetto che, come giornale, riteniamo particolarmente importante.

Il dibattito sul Ponte sullo Stretto è troppo rilevante perché possa essere ridotto a una contrapposizione tra favorevoli e contrari. Ancora meno dovrebbe essere trasformato in una guerra di slogan.

Se un documento tecnico di oltre 300 pagine viene definito come una “bocciatura”, il lettore ha diritto di sapere dove, esattamente, quella bocciatura sarebbe contenuta.

Se invece il documento stabilisce che il processo progettuale può proseguire, seppure nel rispetto di prescrizioni e raccomandazioni, è altrettanto doveroso raccontarlo.

E se una figura pubblica interviene su un documento tecnico precisando successivamente di non averne letto il testo integrale, il lettore ha diritto di conoscere anche questo elemento per valutare autonomamente il peso delle dichiarazioni.

La “strada scientifica” c’è davvero

Paradossalmente, su un punto Borri dichiara di essere perfettamente d’accordo con la senatrice.

Cattaneo aveva parlato di una “strada scientifica tracciata”.

“Evviva!”, scrive provocatoriamente il professore, spiegando che quella strada, secondo lui, esiste da decenni ed è stata tracciata dal lavoro di numerosi tecnici e organismi indipendenti che hanno analizzato, verificato e progressivamente aggiornato il progetto.

È forse proprio questa la strada che sarebbe utile seguire anche nel dibattito pubblico: meno slogan e più documenti; meno titoli definitivi e più lettura degli atti; meno contrapposizione ideologica e più confronto tra competenze realmente pertinenti.

Perché sul Ponte sullo Stretto si può essere favorevoli o contrari. È legittimo.

Ma quando si parla di ingegneria, sismica, geotecnica, aerodinamica e sicurezza strutturale, una cosa dovrebbe valere per tutti: prima si leggono i documenti, poi si formulano le conclusioni.

E oggi, dopo la precisazione arrivata a quasi un mese di distanza, sappiamo almeno una cosa con certezza: il 13 agosto Elena Cattaneo non stava commentando la lettura integrale del parere del CSLP, ma le “notizie fin qui emerse” sul suo contenuto.

Il resto — compreso il significato da attribuire a quelle notizie — resta materia di legittimo confronto.

Ma forse, prima di parlare di “Ponte bocciato”, sarebbe il caso di indicare la pagina.

Addendum. Riceviamo e pubblichiamo integralmente delle ulteriori precisazioni del prof. Borri

A chi di interesse e competenza: ancora una lettera aperta ( e la corrispondenza intercorsa) 

Gent.mi/e, 

Si veda qui sotto la nota di José De Falco (segr. Sen. E. Cattaneo):

… una risposta impersonale, molto tardiva ed inquietante che suscita ancor più perplessità e getta un‘ ombra pesante sulla correttezza deontologica e scientifica di una scienziata di chiara fama. 

Un pessimo servizio reso alle nostre istituzioni ed al corretto dibattito tecnico-scientifico in un settore di frontiera avanzata della ricerca in ing. strutturale; un grande contributo alla imperante disinformazione. 

Prof. Ing. Claudio Borri, Dr.-Ing. h.c. mult.

President of IAWE

www.iawe.org