C’è una cosa che, dopo anni di dibattito sul Ponte sullo Stretto di Messina, evidentemente non è ancora stata compresa — oppure si preferisce non comprendere.
- Il Comitato Scientifico non è il progettista del Ponte.
- Non è Webuild (Impresa mandataria del Consorzio Eurolink).
- Non è nel Consorzio Eurolink.
- Non è interno alla Società Stretto di Messina.
- Non è l’ente certificatore (RINA)
- Non è parte della Soc. di Project Management Consultancy (Parsons Transportation), Independent Check
- Non è in collaborazione con alcuna delle maggiori società di consulenza del Consorzio Eurolink (come COWI, ED.IN., Rocksoil, et al.)
- E soprattutto: non è un organismo chiamato ad annuire a tutti li attori coinvolti, governo compreso.
Il CS è dunque un organo tecnico collegiale previsto dalla legge, composto da nove esperti di discipline fondamentali per un’opera di questa complessità, riconosciuti internazionalmente: geologia, sismologia, ing. geotecnica, ing. strutturale, ing. sismica, meccanica computazionale, scienza e tecnica delle costruzioni, costruzioni in acciaio, fluido-dinamica e ingegneria del vento, ingegneria civile e ambientale, architettura ed urbanistica, impatto ambientale. I suoi componenti sono nominati dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti d’intesa con le Regioni Calabria e Sicilia. E proprio per questo il suo lavoro è prezioso.
LA PROVA PIÙ SEMPLICE? LE PRESCRIZIONI
Se il Comitato Scientifico fosse stato un semplice organismo “al servizio dei pro-Ponte”, come qualcuno sembra insinuare, avrebbe avuto tutto l’interesse a limitarsi a benedire il progetto. È accaduto esattamente il contrario. Il 29 gennaio 2024 il Comitato Scientifico:
- esaminata in 4 mesi (dal 7.10.23 al 29.1.2024) la RAP (Relazione di Aggiornamento del Progettista EUROLINK) come prescritto dal DL 35/2023
- considerate le raccomandazioni e prescrizioni del precedente Comitato Scientifico 2009-2011 (parere del 29.5.2011)
- sentiti i membri dell’Expert Panel di SdM
- sentiti i progettisti e i consulenti del Consorzio EUROLINK
- sentiti i tecnici dell’ Independent Check Consultant o PMC (Parsons Transp., attraverso Bonifica spa)
ha espresso il proprio parere, approvando all’unanimità la RAP ed accompagnandolo con 68 + 21 raccomandazioni e richieste di approfondimento da eseguirsi all’inizio della successiva fase di progettazione esecutiva. La documentazione è stata poi recepita nell’iter progettuale. E qui arriviamo a un punto fondamentale. Quelle prescrizioni e raccomandazioni non significavano: “Il Ponte non si può fare”. Significavano: “Il Ponte si può fare, ma deve essere progettato e realizzato eseguendo e rispettando le risultanze di questi approfondimenti tecnici.” È una differenza enorme.
Lo stesso Comitato Scientifico ha successivamente ribadito che le osservazioni formulate non erano in contraddizione con il parere favorevole sulla fattibilità tecnica dell’opera, ma riguardavano aspetti da approfondire nella fase di progettazione esecutiva.
IL NUOVO PARERE IL CONSIGLIO SUPERIORE DEI LAVORI PUBBLICI (DOPO QUELLO DEL 1997)
Agosto 2026. A oltre due anni e mezzo di distanza dal parere del CS del 2024, il progetto passa di nuovo attraverso il vaglio del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, il massimo organo tecnico consultivo dello Stato nel settore, che si è dotato di una Commissione Speciale nominata ad hoc e formata da ca. 65 esperti.
Qual’ è l’esito ? Il CSLP esprime parere favorevole, con numerose e documentate prescrizioni e indicazioni da recepire nel prosieguo della progettazione. Il MIT ha poi chiarito che le prescrizioni e indicazioni contenute nella tabella sinottica del CSLP non mettono in discussione la fattibilità dell’opera e che il progetto è passato alla fase successiva.
Analizziamo un aspetto particolarmente interessante: con una sovrapposizione pressoché totale, le questioni che il Comitato Scientifico aveva chiesto di approfondire nel 2024 vengono oggi ritrovate, approfondite, integrate e doviziosamente documentate, a distanza di 30 mesi, nel successivo percorso di verifica tecnica.
Questa non è certo una dimostrazione che il Comitato Scientifico fosse “pro-Ponte”. È vero esattamente il contrario: questa è la dimostrazione che il CS ha adempiuto correttamente al proprio lavoro.
UN COMITATO TECNICO-SCIENTIFICO NON DEVE DIRE SEMPRE SÌ
Presupposto, questo, basilare ed elementare: se un organo tecnico dà prescrizioni, approfondimenti e richieste di verifica, non sta necessariamente “bocciando” un’opera, bensì sta svolgendo correttamente un controllo tecnico. Un medico che prescrive ulteriori esami prima di un intervento non sta dicendo che l’intervento è impossibile. Un ingegnere che chiede una verifica supplementare su un elemento strutturale non sta dicendo che il ponte crollerà. Sta dicendo: “Prima di procedere, questa cosa va verificata e fatta nel modo corretto.” Ed è esattamente ciò che deve fare un Comitato Scientifico.
E IL PONTE NON È SOLO LA CAMPATA SULLO STRETTO
C’è poi un altro equivoco che continua a circolare. La realizzazione del Ponte non coincide semplicemente con il momento in cui inizieranno ad essere costruiti gli ancoraggi e le torri, ad essere montati i cavi e l’impalcato della campata principale. L’infrastruttura comprende un sistema molto più ampio di opere stradali e ferroviarie, collegamenti, viabilità di accesso, cantieri, opere propedeutiche e attività sul territorio.
Il decreto-legge n. 35/2023 disciplina espressamente anche il programma anticipato di opere e servizi e le procedure espropriative collegate alla realizzazione dell’opera. Per questo, mentre si completa l’iter della progettazione esecutiva, possono procedere le attività propedeutiche (attività anticipate) previste dal programma:
- bonifica dagli ordigni esplosivi residuati bellici;
- attività espropriative e occupazioni necessarie;
- piste e viabilità di cantiere;
- cantieri logistici e aree operative;
- opere e interventi propedeutici alla grande infrastruttura.
E non dimentichiamo che il progetto comprende decine di chilometri di nuove opere stradali e ferroviarie tra Sicilia e Calabria, indispensabili per collegare il Ponte alla rete esistente.
IL VERO PUNTO DELLA QUESTIONE
Io credo che sia arrivato il momento di smettere di immaginare il Comitato Scientifico come una sorta di “massima tifoseria tecnica del Ponte”. È una rappresentazione semplicemente indebita, totalmente errata. E’ la narrazione (subliminale) di certi organi di stampa e comunicazione (anche social) che ideologicamente avversano la realizzazione dell’opera.
Il Comitato Scientifico ha il compito di contribuire a fare in modo che il Ponte venga realizzato se e perché tecnicamente fattibile, ma soprattutto secondo i massimi livelli di sicurezza e qualità progettuale. Il CS offre al nostro paese un’ immagine di serietà, terzietà ed autorevolezza a tutto il mondo tecnico-scientifico, che ci sta a guardare ed attende la realizzazione dell’opera da alcuni decenni. E proprio perché è chiamato a controllare, deve poter criticare, prescrivere, chiedere approfondimenti e pretendere modifiche. Altrimenti non sarebbe un Comitato Scientifico, ma un ufficio stampa; e invece non lo è.
Lo dimostra la storia documentale del progetto (Prima il Comitato Scientifico, poi la relazione del progettista, poi l’iter autorizzativo, poi il CIPESS, il controllo della Corte dei conti, e da ultimo il nuovo passaggio attraverso il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici È così che dovrebbe essere controllata una grande opera pubblica, non con gli slogan, non con le tifoserie e nemmeno trasformando ogni prescrizione tecnica in una “bocciatura”.
Una prescrizione non significa necessariamente: “L’OPERA NON SI PUÒ FARE.” Molto spesso significa semplicemente: “L’OPERA SI PUÒ FARE. MA FATELA BENE.” Ed è esattamente quello che noi, come STRAIT OF MESSINA BRIDGE, vogliamo.
SÌ AL PONTE. SÌ ALLA SCIENZA. SÌ AI CONTROLLI. SÌ ALLA SICUREZZA.
Perché il Ponte sullo Stretto non ha bisogno di essere difeso dai controlli. Ha bisogno di essere costruito attraverso i controlli.






