{"id":5938,"date":"2024-01-12T08:07:14","date_gmt":"2024-01-12T07:07:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pontesullostrettonews.it\/website\/?p=5938"},"modified":"2024-01-12T08:15:14","modified_gmt":"2024-01-12T07:15:14","slug":"e-ci-copiano-ancora-1862-2011","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pontesullostrettonews.it\/website\/2024\/01\/12\/e-ci-copiano-ancora-1862-2011\/","title":{"rendered":"E ci copiano ancora 1862- 2011"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">di Bruno Copat<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"margin-top:-29px\"><em>geologo. Ha partecipato agli studi geologici e geotecnici nelle profondit\u00e0 dello Stretto.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\"><strong>Bacino di carenaggio M.M. 1862 &#8211; Messina Bridge 2011<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E\u2019 ormai a tutti noto, che l\u2019impalcato del Ponte sullo Stretto, conosciuto internazionalmente come il Messina Type, \u00e8 stato copiato e realizzato per altri ponti sospesi, ed ancor oggi sta continuando ad essere adottato nelle nuove progettazioni di ponti a grande luce. Questo per\u00f2 non \u00e8 il primo caso, come vedremo, in cui la tecnologia e le difficolt\u00e0 costruttive sono state copiate da un manufatto progettato e realizzato nella Citt\u00e0 di Messina.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Storia e sviluppo di Messina, non possono prescindere dall\u2019evoluzione della zona falcata \u2013 Zancleon. I momenti di maggior successo economico, militare e politico della citt\u00e0, hanno sempre coinciso con la centralit\u00e0 della zona falcata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I primi coloni greci, seguendo una strategia logistico militare, pi\u00f9 volte felicemente adottata, in altri insediamenti, colonizzarono in primo luogo la zona falcata. Sia come porto naturale ideale, ma anche per la facilit\u00e0 di alaggio delle imbarcazioni e la difendibilit\u00e0 immediata dei primi insediamenti. Se poi ci riferiamo a Stefano di Bisanzio, la presenza di una sorgente di acqua dolce, rendeva il sito di importanza strategica incommensurabile (STEFANO DI BISANZIO s,v. Z\u03ac\u03b3x\u03bb\u03b7, Cfr. B\u00e9rard, Navigations IV, pp. 409-10) Riscontri di emergenze idriche di acqua dolce sono riportati in numerosi documenti storici, ma non solo, sono state riscontrate anche da recente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La forma attuale del porto nella sua parte interna \u00e8 sicuramente dissimile dalla morfologia originaria, ma \u00e8 certo che la geometria esterna della falce negli ultimi 2500 anni non ha subito nessuna modifica, tranne che per riporti antropici che hanno ingombrato la linea di costa. La fruibilit\u00e0 attuale del porto si deve soprattutto a Carlo V, che nel timore di un interrimento progressivo del porto, di cui s\u2019intravedevano i primi segni, decise di modificare con un\u2019imponente opera idraulica, il corso del torrente Portalegni (Ius Lignandi), che nel suo deflusso naturale sfociava all\u2019altezza dell\u2019attuale edificio che ospita la sede centrale del Banco di Sicilia. Alla luce dei risultati ottenuti, sembra che abbia funzionato. Era inevitabile che un cos\u00ec importante porto, commerciale e militare non avesse un luogo per la manutenzione e riparazione dei navigli. Fu cos\u00ec deciso di costruire un bacino di carenaggio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La pi\u00f9 grande e complessa opera d\u2019ingegneria della citt\u00e0 \u00e8 stata proprio la realizzazione del bacino di carenaggio, tuttora in esercizio, dopo ben 147 anni dalla sua inaugurazione nell\u2019anno 1876. (due anni prima della Torre Eiffel).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per la facilit\u00e0 di alaggio delle imbarcazioni dovuta a una progressiva diminuzione e regolare della profondit\u00e0 delle acque, era gi\u00e0 utilizzata per effettuare in sicurezza piccole riparazioni al riparo di correnti o mareggiate. L\u2019area prescelta presentava una rientranza allungata e per questa ragione si decise di ubicare la struttura in quel punto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 difficile ricostruire l\u2019evoluzione delle fasi costruttive del bacino di carenaggio, molti documenti storici non sono reperibili. La sua realizzazione fu decisa nel 1862, e trovandosi notevoli difficolt\u00e0 sia ingegneristiche che burocratiche (lentezza dei finanziamenti) il bacino con dimensioni, lunghezza107m., larghezza 25m. profondit\u00e0 8,40 m., fu inaugurato solo nel 1876. \u00a0(Foto1)<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"672\" height=\"318\" src=\"https:\/\/www.pontesullostrettonews.it\/website\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/SEZIONE-BACINO-CARENAGGIO-Foto-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5940\" srcset=\"https:\/\/www.pontesullostrettonews.it\/website\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/SEZIONE-BACINO-CARENAGGIO-Foto-1.jpg 672w, https:\/\/www.pontesullostrettonews.it\/website\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/SEZIONE-BACINO-CARENAGGIO-Foto-1-300x142.jpg 300w, https:\/\/www.pontesullostrettonews.it\/website\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/SEZIONE-BACINO-CARENAGGIO-Foto-1-640x303.jpg 640w\" sizes=\"auto, (max-width: 672px) 100vw, 672px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le difficolt\u00e0 tecniche furono altres\u00ec una grande sfida, per la prima volta si adottarono soluzioni d\u2019avanguardia sia sulla metodologia di avanzamento e stabilizzazione dello scavo, che per i macchinari progettati in loco, copiati per la realizzazione di altri bacini di carenaggio italiani ed europei. L\u2019accuratezza della progettazione e della realizzazione ha permesso alla struttura di sopportare in buona sostanza integra ben due terremoti La struttura del bacino fu lesionata leggermente con terremoto del 1894, mentre con il terremoto del 1908 si ebbero danni alla sala delle macchine ed alla volta delle gallerie di esaurimento e si ebbe il crollo del fumaiolo della sala macchine, posta a \u2013 14m. sotto il livello del mare. La cavea di contenimento del bacino rimase integra con qualche lesione modestissima nell\u2019emiciclo, ancora visibile. (Foto 2). &nbsp;Non vi fu nessun fenomeno di liquefazione dei terreni di fondazione in ragione della presenza di litologie compatte.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"975\" height=\"667\" src=\"https:\/\/www.pontesullostrettonews.it\/website\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/BACINO.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-5941\" srcset=\"https:\/\/www.pontesullostrettonews.it\/website\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/BACINO.png 975w, https:\/\/www.pontesullostrettonews.it\/website\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/BACINO-300x205.png 300w, https:\/\/www.pontesullostrettonews.it\/website\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/BACINO-768x525.png 768w, https:\/\/www.pontesullostrettonews.it\/website\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/BACINO-614x420.png 614w, https:\/\/www.pontesullostrettonews.it\/website\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/BACINO-640x438.png 640w, https:\/\/www.pontesullostrettonews.it\/website\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/BACINO-681x466.png 681w\" sizes=\"auto, (max-width: 975px) 100vw, 975px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Conosciamo nel dettaglio la geologia di della Citta di Messina e dello Stretto, ma per una sorta di miope presunzione degli odierni geologi, poco conosciamo della falce, snobbata da tutti i nuovi ricercatori come una semplice accumulo di sedimentazione di sabbie trasportate dalle correnti dello stretto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo studio geologico dello Stretto di Messina, se pur oggetto di approfondite indagini geostrutturali, ha tralasciato di approfondire l\u2019area della zona falcata. Essa per\u00f2 appare la pi\u00f9 interessante per la risoluzione delle problematiche geologiche non ancora risolte. Pochi fatti certi, ma per nostra fortuna la seriet\u00e0 e perizia numerose ricostruzioni di oculatissimi geologi del primo novecento permettono di ricostruire l\u2019evoluzione morfologica, e quindi geologica, della zona Falcata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questi ed altri riscontri documentali, fanno escludere l\u2019ipotesi pi\u00f9 accreditata di una zona falcata formata dal gioco delle correnti e dei venti che hanno modellato i sedimenti. In un pregevole lavoro che possiamo definire di \u201cpaleogeologia\u201d datato 1909, l\u2019ing. Franchi, redige un rapporto per la commissione reale, istituita dopo il terremoto del 1908, per definire la natura dei terreni della citt\u00e0, anche in funzione della sua ricostruzione. L\u2019attendibilit\u00e0 e l\u2019accuratezza di questo lavoro scientifico ci permettono ancora oggi il riscontro di alcune indicazioni geologiche da noi successivamente rinvenute nell\u2019area del bacino di carenaggio,<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Di notevole significato risultano altres\u00ec le relazioni di prof. Mario Baratta, dell\u2019Ing. Ghersi, dello Spallanzani, De Saussure e dell\u2019Ing. &nbsp;E. Cortese, rapporto affine a quello del Franchi, ma con ulteriori informazioni storiche che accrescono il quadro conoscitivo degli effetti del terremoto del 1908.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si deve dare atto al Baratta che riassumendo le sue indagini con quelle degli altri ricercatori, propone una sezione geologica che collega il centro abitato di Messina con la zona Falcata, sostenuta da un nucleo di roccia consistente sulla quale si sono adagiati i sedimenti recenti, per altro in alcune zone cementati. Indipendentemente dalla litologia descritta dal Baratta questo collegamento \u00e8 certamente esistente, non si spiegherebbero in altro modo le emergenze idriche di acqua dolce della falce. (Foto.3)<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"787\" height=\"265\" src=\"https:\/\/www.pontesullostrettonews.it\/website\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/SEZIONE-GEOLOGICA-Baratta-foto-3.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5942\" srcset=\"https:\/\/www.pontesullostrettonews.it\/website\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/SEZIONE-GEOLOGICA-Baratta-foto-3.jpg 787w, https:\/\/www.pontesullostrettonews.it\/website\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/SEZIONE-GEOLOGICA-Baratta-foto-3-300x101.jpg 300w, https:\/\/www.pontesullostrettonews.it\/website\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/SEZIONE-GEOLOGICA-Baratta-foto-3-768x259.jpg 768w, https:\/\/www.pontesullostrettonews.it\/website\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/SEZIONE-GEOLOGICA-Baratta-foto-3-640x216.jpg 640w, https:\/\/www.pontesullostrettonews.it\/website\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/SEZIONE-GEOLOGICA-Baratta-foto-3-681x229.jpg 681w\" sizes=\"auto, (max-width: 787px) 100vw, 787px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\">Sezione geologica -Baratta 1916 (Societ\u00e0 Geografica Italiana)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right wp-block-paragraph\">Bruno Copat, Messina-Catania 8\/01\/24<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Bruno Copat geologo. 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