{"id":5923,"date":"2024-01-03T16:20:08","date_gmt":"2024-01-03T15:20:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pontesullostrettonews.it\/website\/?p=5923"},"modified":"2024-01-03T16:20:08","modified_gmt":"2024-01-03T15:20:08","slug":"i-due-triangoli-della-sicilia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pontesullostrettonews.it\/website\/2024\/01\/03\/i-due-triangoli-della-sicilia\/","title":{"rendered":"I DUE TRIANGOLI DELLA SICILIA"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-align-left wp-block-paragraph\" style=\"font-size:20px\">Dall\u2019imminenza di una fine ingloriosa alla visione di una speranza possibile<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">di Marcello Panzarella<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Considerando gli attuali progetti e lavori in corso che riguardano le infrastrutture siciliane, specie quelle ferroviarie, emergono alcune \u201cbizzarrie\u201d che solo l\u2019assuefazione alla retorica politico-burocratica in buona parte ha finito col celare. Un esempio che dovrebbe essere lampante riguarda la litoranea ferroviaria\u00a0<strong>Messina-Palermo<\/strong>, che per circa cento chilometri \u00e8 ancora a binario unico, tortuoso, lentissimo. Tale linea, per\u00f2, avrebbe dovuto essere non meno prioritaria della Catania-Palermo, che \u2013 sotto le spoglie surrettizie di segmento del corridoio transeuropeo Scandinavo-Mediterraneo \u2013 \u00e8 ora in corso, pi\u00f9 o meno travagliato \u2013 di realizzazione. Anzi, per dirla tutta, all\u2019atto delle scelte la linea tirrenica sarebbe stata comunque pi\u00f9 utile e urgente di quella interna, almeno per gli interessi di collegamento pi\u00f9 concreti del capoluogo dell\u2019isola. Tuttavia, le torsioni elettoralistiche della politica siciliana (che io preferisco chiamare \u201cpoliticanza\u201d) hanno inventato una improbabile ME-CT-PA, cio\u00e8 una \u201centit\u00e0\u201d senza forte e chiara ragion d\u2019essere, se non quella di aver risposto a una paventata emarginazione di Catania, pi\u00f9 immaginaria che reale: in realt\u00e0, le linee ferroviarie siciliane capaci di esporre ragioni di essere in s\u00e9 pi\u00f9 coerenti sono primariamente tre, tra loro ben distinte: la\u00a0<strong>ME-CT-SR, la ME-PA e la PA-CT.<\/strong><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"592\" src=\"https:\/\/www.pontesullostrettonews.it\/website\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/triangolo-1-1024x592.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5936\" srcset=\"https:\/\/www.pontesullostrettonews.it\/website\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/triangolo-1-1024x592.jpeg 1024w, https:\/\/www.pontesullostrettonews.it\/website\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/triangolo-1-300x173.jpeg 300w, https:\/\/www.pontesullostrettonews.it\/website\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/triangolo-1-768x444.jpeg 768w, https:\/\/www.pontesullostrettonews.it\/website\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/triangolo-1-727x420.jpeg 727w, https:\/\/www.pontesullostrettonews.it\/website\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/triangolo-1-640x370.jpeg 640w, https:\/\/www.pontesullostrettonews.it\/website\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/triangolo-1-681x393.jpeg 681w, https:\/\/www.pontesullostrettonews.it\/website\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/triangolo-1.jpeg 1449w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quali sono state, tra queste, quelle che fin adesso hanno costituito risposta e assieme fondamento alle relazioni funzionali pi\u00f9 attive? Sicuramente \u00e8 in prima linea quella dell\u2019area ionica, che sostiene una continuit\u00e0 di insediamenti e di intraprese molto vivace, delle quali il&nbsp;<strong>Ponte di Messina<\/strong>, una volta in funzione, sar\u00e0 motore di ulteriore vivificazione. Viene poi la linea tirrenica, se non altro perch\u00e9 la posizione molto decentrata del capoluogo Palermo richiede un collegamento quanto pi\u00f9 breve, via Messina e lo Stretto (il Ponte), con Roma e col Nord. E la linea interna? Il deserto millenario che essa attraversa \u00e8 sotto gli occhi di tutti. Certo, non bisogna commettere l\u2019errore di dare per scontate e immutabili le relazioni consolidate o la loro assenza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma se si investe nell\u2019attraversare quello che in gran parte \u00e8 un&nbsp;<strong>deserto economico<\/strong>&nbsp;e ancor pi\u00f9 demografico (non si offendano i nisseni e gli ennesi) non si pu\u00f2 pensare che tutto verr\u00e0 in seguito, per forza endogena: bisogner\u00e0 pure avere un piano per la sua crescita. Ma il piano non c\u2019\u00e8, capace di rendere chiara la convenienza e l\u2019urgenza del collegamento tra la \u201cmonade\u201d Palermo e il baricentro della policentrica area ionica. Che cosa dovr\u00e0 essere della vasta piana di Catania? Diciamo da Motta S. Anastasia fino al nodo del Dittaino? E quali relazioni convenienti potrebbero\/dovrebbero essere favorite, fomentate, tra il fondovalle che la costituisce e le aree montuose, in via di abbandono, a Sud e a Nord di esso? La risposta non esiste, perch\u00e9 fin adesso la domanda non traspare, non \u00e8 posta in evidenza, non \u00e8 sottoposta all\u2019attenzione pubblica. Eppure, si sta ricostruendo una ferrovia che comunque la imporrebbe, anzi \u2013 diciamo pure \u2013 la impone. La questione che qui sollecito \u00e8 differente da quella del Ponte, non solo per la scala, ma anche per la sostanza. Perch\u00e9 \u00e8 evidente che il Ponte serve da moltiplicatore delle relazioni, e che, bench\u00e9 confusamente e disarticolatamente, le premesse di una prospettiva di&nbsp;<strong>ulteriore sviluppo dell\u2019area ionica<\/strong>, sospinto dal Ponte, sono gi\u00e0 nelle cose, negli assetti territoriali ed economici e in una certa abitudine o attitudine all\u2019intrapresa che caratterizza quell\u2019area. Ma per l\u2019interno dell\u2019isola?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Bisogna considerare che&nbsp;<strong>nella forma triangolare della Sicilia alberga pi\u00f9 di un triangolo<\/strong>. Il primo, che \u00e8 pure il minore, \u00e8 quello che abbiamo considerato fin adesso, definito dalle tre linee ferrate ME-PA, ME-CT e PA-CT. Nonostante la ricchezza del lato orientale di tale triangolo, e nonostante ai suoi vertici sorgano le tre maggiori citt\u00e0 siciliane, tutte marittime, il suo interno \u00e8 in via di abbandono, come pure la sua porzione nordorientale, la quale avrebbe una evidente vocazione turistica, non servita e non alimentata adeguatamente. Parimenti, se non addirittura pi\u00f9 a rischio, \u00e8 la&nbsp;<strong>parte dell\u2019Isola esterna a tale triangolo<\/strong>, quella che si ottiene sottraendo il triangolo minore da quello primario, costituito dal perimetro complessivo dell\u2019Isola. Questa parte dell\u2019Isola \u00e8 definita dal litorale tirrenico che corre da Palermo fino a Trapani, quindi dall\u2019intera costa meridionale fino a capo Passero e da qui, volgendo verso Nord, dalla costa ionica iblea. In tutta questa vasta area, mal servita o non servita dalle ferrovie, solo la costa meridionale iblea e il suo hinterland conservano una vivacit\u00e0 economica e insediativa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E dire che tutta questa vasta porzione della Sicilia guarda, e a volte scorge davvero, la costa dell\u2019immenso continente africano, quello che tutte le previsioni economiche considerano, nel bene e nel male, il continente del futuro. E dire anche che tutta la costa di questa parte dell\u2019isola guarda \u2013 senza esserne mai toccata \u2013 nientemeno che alla rotta marittima&nbsp;<strong>Shanghai-Rotterdam<\/strong>, che le corre in parallelo, a qualche decina di miglia di distanza: un fiume pregiato di merci che non tocca la Sicilia, ma va ad arricchire i porti del mare del Nord e i loro hinterland vastissimi. Non solo lungo quella costa non abbiamo porti minimamente adeguati, ma nemmeno vi disponiamo di ferrovie, essenziali per movimentare le merci e portarle ai luoghi di produzione (i quali \u2013 per evidente conseguenza \u2013 in Sicilia mancano).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Perch\u00e9 tutto questo? Direi, lo azzardo, perch\u00e9&nbsp;<strong>la nostra classe dirigente \u00e8 da lunghissimo tempo inadeguata<\/strong>, bolsa, disinformata; essa non conosce la storia, ignora le virt\u00f9 della geografia, come pure quelle dell\u2019economia: in buona sostanza, conosce soprattutto i meccanismi \u2013 le machiavellerie \u2013 per perpetuare se stessa. Cos\u00ec, non ha intravisto, non ha intuito, non ha previsto. E adesso che la guerra nel mar Rosso minaccia di bloccare questo flusso vitale dei commerci marittimi, questa classe dirigente \u2013 costituita da politici, tecnici della programmazione, della pianificazione, progettisti di sinergie immaginarie, insigni accademici \u2013 non si \u00e8 nemmeno resa conto di una necessit\u00e0 ulteriore, un vero e proprio \u201cPiano B\u201d che la geografia ci mette a disposizione e che spensieratamente ignoriamo, cio\u00e8 quello capace di mirare alla istituzione di relazioni nuove e fitte, marittime e infrastrutturali, da intessere con l\u2019Africa, a partire dalla Tunisia, aperto a espansioni ulteriori.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Di fronte a tale assoluta&nbsp;<strong>mancanza di visione e di rispondenza<\/strong>, sento forte l\u2019impellenza di invitare a una responsabilit\u00e0 di supplenza coloro che in Sicilia e a Roma si occupano, con sapere e buona volont\u00e0, di infrastrutture, di trasporti, di logistica, di geopolitica, di programmazione economica e di pianificazione territoriale: serve discutere di un piano vero di sviluppo, e non di un altro di quei \u201cpiani inutili\u201d (cos\u00ec li chiamarono i proff. Carlo Doglio e Leonardo Urbani, pi\u00f9 di mezzo secolo fa) troppo intessuti di compromessi, di bilanciamenti burocratici, colmi di troppo ma privi di evidenza e chiarezza. Senza un piano vero, cio\u00e8 senza visione, senza idee, senza un grandangolo, potrai pure fare una Palermo-Catania quasi veloce, rattoppare qualche statale e provinciale, e anche costruire l\u2019indispensabile Ponte, ma dovrai accorgerti, troppo tardi, che \u2013 contemporaneamente o subito a ruota \u2013 avresti dovuto progettare e realizzare tanto di pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">[28 dicembre 2023]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dall\u2019imminenza di una fine ingloriosa alla visione di una speranza possibile di Marcello Panzarella Considerando gli attuali progetti e lavori in corso che riguardano le infrastrutture siciliane, specie quelle ferroviarie, emergono alcune \u201cbizzarrie\u201d che solo l\u2019assuefazione alla retorica politico-burocratica in buona parte ha finito col celare. 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